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e mica perchè faccio pubblicità....










a volte ci si imbatte in certe storie...che fanno bene al cuore...



ed in altre...che durano più vite e che raccontano di un passato che è presente e futuro...nello stesso istante....


 

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12 febbraio 2008

Seminari di Jodorowsky a Roma

 SEMINARI DI PSICOSCIAMANESIMO E TEATRALIZZAZIONE GENEALOGICA - ROMA
condotti da Cristobal Jodorowsky

promossi da:Ass. culturale Il Volo dell’Aquila ARCI


Gli incontri mirano a dare un’esperienza progressiva nell’arte della guarigione interiore dell’albero genealogico, che comprende:
-l’acquisizione delle leggi essenziali della psicomagia, della psicogenealogia e della visione psicosciamanica,
-lo sviluppo di strumenti corporei ed immaginativi,
-l’apparire dell’albero luminoso
-la liberazione del destino, delle capacità creative ed intuitive

2008

19-20 aprile 2008 Psicogenealogia e guarigione
La comprensione del funzionamento delle strutture inconsce dell’albero
genealogico in noi e la funzione dell’atto psicomagico. Con alcuni esempi pratici di lettura di alberi dei partecipanti
sede seminario Roma


06(sera)-07-08 giugno 20008 Psicomagia e tarocchi
attraverso la lettura dei tarocchi individuare il conflitto e formulare la soluzione psicomagica. Sessioni individuali davanti e con il gruppo; massimo 40 persone
Sede seminario: Roma

A chi sono rivolti i seminari
I seminari sono indirizzati a chiunque abbia una forte motivazione di approfondimento personale delle dinamiche che muovono la propria esistenza; inoltre è utile a medici, psicologi, counseler dell’ascolto, naturopati ed a chi, in generale, svolga un’attività terapeutica.
E’ necessaria la previa lettura dei libri di Alejandro Jodorowsky
“Psicomagia”, ed. Feltrinelli e “La danza della Realtà” sempre ed. Feltrinelli.
Non si rilasciano attestati di frequenza nè diplomi

Iscrizione ai singoli seminari : per le tariffe e modalità inviare una mail o telefonare: annamazzone@gmail.com - 347 5414947
Sarà praticato lo sconto studente solo presentando all’inizio del seminario il libretto originale universitario valido, non sono accettate fotocopie, altre attestazioni o libretti scaduti.

PER TUTTI I CORSI
Numero iscritti: minimo 25, massimo 60, (eccetto seminario “Psicomagia e tarocchi” di Sestri Levante e di Roma massimo iscritti facenti sessione individuale 40) . Nei seminari con numero chiuso è possibile accettare uditori , quando i posti disponibili per le sessioni individuali si sono esauriti, gli uditori non partecipano personalmente ma solo osservano, possono eventualmente essere chiamati come attori negli atti se scelti, per questo tipo di iscrizione le tariffe sono ridotte, chiedere ad Anna 347-5414947)

Orari giornaliero: 10-13.15 e 15-18 ( sono possibili estensioni fino alle 20 quindi è meglio prenotare i treni o prevedere il ritorno considerando tale possibilità ).

Per i seminari “Tarocchi e Pisicomagia” l’inizio sarà il venerdì sera alle 21

Per tutti gli altri seminari l’inizio è la mattina della data di inizio del seminario indicata alle 10 del mattino , ma vi chiediamo di essere già alle 09.00 presenti per le pratiche di segreteria ( alle 20.00 se il seminario inizia il venerdì sera)

SEDE SEMINARI E PERNOTTAMENTI

Sede Seminari di Roma
19-20 aprile 2008 Psicogenealogia e guarigione
06(sera)-07-08 giugno 08 Psicomagia e tarocchi
Il seminario si terrà presso L’ACCADEMIA tel -06/8079063
in VIA GIUSEPPE MERCALLI 31 (in realtà è una piccola piazza) - quartiere PARIOLI.

CARATTERISTICHE DEI SEMINARI E COSA PORTARE:

PSICOGENEALOGIA E GUARIGIONE

Il seminario tratta dei principi e delle leggi della psicogenealogia con esempi pratici portati dai partecipanti o derivanti dall’esperienza di Cristobal.
Viene trattato come leggere ed applicare la guarigione genealogia, scoprendo i segreti, i conflitti ed i nodi dell’albero, Prendere consapevolezza del proprio albero apre le porte al mito che è in ciascuno di noi. L’albero genealogico è la linea ereditaria che appartiene ad ogni individuo e che traccia la continuità di accadimenti derivanti dalle scelte e dai comportamenti di chi lo ha preceduto. Il percorso della terapia genealogica ci porta ad esplorare le connessioni e le geometrie della nostra storia inconscia, per imparare a trasformarla con un’autoguarigione consapevole, che apre la strada al proprio libero ed autonomo destino. Il percorso è articolato in più livelli fra I e II anno.
Materiale necessario: uno schema del vostro albero genealogico fin dove possibile completo di nomi e secondi nomi, cognomi, date di nascita e di morte, se ci sono stati aborti, eventi rilevanti,ecc. , arrivando ai bisnonni (sempre se possibile), quaderno per appunti e penna

PSICOMAGIA E TAROCCHI ORIGINALI DI MARSIGLIA
Seminario a numero chiuso massimo 40 partecipanti con sessioni individuali davanti al gruppo. Ognuno porti un tema della propria vita che desidera affrontare e risolvere, Cristobal tratterà ognuno ed attraverso la lettura dei tarocchi individuerà il conflitto e proporrà una soluzione psicomagica
I Tarocchi sono un meraviglioso cammino iniziatico che penetra con raffinata precisione nel nostro inconscio e ne apre le porte, svelandone la struttura viva e portandola con attenzione in consapevolezza rivelata.Materiale necessario: mazzo di tarocchi di Marsiglia nella edizione Camoin-Jodorowsky, per chi ha difficoltà a procurarselo è possibile prenotarlo all’associazione Il volo dell’Aquila o Il Giardino dei Libri, uno schema del vostro albero genealogico fin dove possibile completo di nomi e secondi nomi, cognomi, date di nascita e di morte, se ci sono stati aborti, eventi rilevanti,ecc. , arrivando ai bisnonni (sempre se possibile), quaderno per appunti e penna, le fotocopie delle foto dei genitori e dei nonni dove appaiono singolarmente, una cassetta da registratore vecchio tipo per registrare la sessione individuale (portiamo noi il registratore)
Consigliata la lettura del libro di Alejandro Jodorowsk, La via dei tarocchi, ed Feltrinelli, per lo meno per la parte che si riferisce agli Arcani Maggiori poichè si dà per acquisita la conoscenza basilare degli stessi

28 gennaio 2008

Jodorowsky a Roma

Seminario di Psicogenealogia - 19/20 aprile 2008 - Roma

Per la prima volta, Cristobal Jodorowsky sarà a Roma per una serie di seminari. Il primo si terrà appunto ad aprile, il secondo (Tarocchi e psicomagia) a giugno.

Per chi fosse interessato, per l'iscrizione o tutte le informazioni necessarie potrete rivolgervi direttamente a me tramite email. Se volete sapere cos'è la psicogenealogia...di seguito un estratto del lavoro di Jodorowsky 
Tenete presente che il seminario è rivolto a tutti coloro che vogliono saperne di più, a tutti quelli che vogliono superare il proprio malessere, a psicologi e terapeuti oltre che naturopati.



 

PSICOGENEALOGIA

Le nostre difficoltà riflettono, in genere, conflitti non risolti all’interno delle nostre famiglie. Fin da piccoli, e in maniera totalmente inconscia, li abbiamo assorbiti.
Adesso, i conflitti che sono cresciuti con noi, si ripresentano nelle nostre vite sebbene in maniera diversa dal passato. Rimangono comunque i medesimi conflitti adattati a nuove generazioni e a nuovi contesti.

Dal nostro arrivo nel mondo, i nostri genitori proiettarono inconsciamente su di noi ogni tipo di desideri affettivi, intellettivi, corporali e sessuali, i quali finirono col programmare le nostre vite
(il progetto parentale genealogico), in modo da addossarci fin dall’infanzia il compito di realizzare le proiezioni che altri familiari, a loro volta, fecero su di loro. Il bambino finisce per accettare e identificarsi con queste proiezioni, che si trasformano in una pesante responsabilità che lo accompagnerà per il resto della sua vita.

Portare quest’ordine parentale in forma inconscia e con il quale il nostro ‘essere essenziale’ non é in accordo, risulta fonte di squilibri, insoddisfazioni, frustrazioni la cui origine ci rimane sconosciuta. Semplicemente non stiamo bene ma non sappiamo perché.

La maggior parte dei nostri conflitti, disordini, pulsioni e contraddizioni, si formarono con l’identificazione a figure parentali che ci hanno marcato e alle quali continuiamo ad essere fedeli sebbene ci risulti doloroso, paralizzante o autodistruttivo. A loro volta questi personaggi ai quali siamo fedeli, si identificarono ad altre figure anteriori, formando una catena di ereditarietà nei conflitti. Così come su di noi influirono i nostri genitori, essi furono condizionati dai nostri nonni e così successivamente.

In maniera più o meno maggiore, tutti manteniamo una fedeltà inconscia alla nostra storia familiare (al clan o alla tribù). Ciò che abbiamo ricevuto dai nostri genitori lo trasmetteremo ai nostri figli e così via di generazione in generazione, segnando il destino individuale di ogni personaggio dell’albero.

Esplorare il nostro inconscio familiare ci porta a scoprire come la vita dei nostri antenati, contenga fatti che risuonano con i nostri attuali problemi. Come se le nostre difficoltà fossero un’eredità inconscia che ci hanno attribuito le situazioni traumatiche del passato. Prendendo coscienza delle origini familiari del conflitto e delle sue conseguenze nella nostra vita, possiamo trattare direttamente con il blocco e risolverlo.

Studiando il nostro albero genealogico troviamo piste, situazioni, attitudini e posture che si ripetono di generazione in generazione, fino a giungere a noi. Questo forma un inconscio familiare che finisce con il condizionare completamente la nostra attuale esistenza.

Questo inconscio familiare agisce direttamente in noi guidandoci fino ai conflitti non risolti con il fine di portarli alla luce e liberarci di essi. Per questo motivo, l’albero ha la tendenza a ripetere il blocco o la resistenza da una generazione all’altra; è la via che l’inconscio utilizza per cercare di liberarsi in favore dell’evoluzione dell’essere.

Rompere questo gioco di ripetizioni familiari per riconquistare la nostra libertà individuale, comincia con il conoscere i fatti della nostra storia, le circostanze e i vincoli creatisi con i nostri antenati. Non si tratta di tagliare le radici del nostro albero, bensì comprenderle meglio e disfare i nodi nevrotici che si sono creati.

Il proposito dell’albero è permetterci di conoscere il nostro essere essenziale, il nostro diamante interiore.

Poter scoprire la dinamica del funzionamento del nostro albero, rende possibile sciogliere le ragioni dei nostri blocchi, resistenze, paure, frustrazione, insoddisfazioni fallimenti e malattie.

Il nostro albero genealogico ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno per iniziare il nostro processo di liberazione personale; disfacendoci dei nostri conflitti, raggiungendo e sviluppando ciò che è naturale in noi e che purtroppo manteniamo oscuro e represso.

Per iniziare ad abbozzare le basi del nostro albero genealogico, bisogna investigare per scoprire i fatti che segnarono le vite dei nostri antenati. Il primo punto per cominciare questa investigazione e disporre delle seguenti informazioni sui nostri antenati fino alla quarta generazione (bisnonni): nomi, professioni, hobbies, date di nascita e morte, aborti, decessi, segreti familiari, depressioni, malattie, fallimenti, suicidi ecc.

Con queste informazioni si cercano i modelli di ripetizione per poter stabilire quale tipo di relazione ebbero, tra di loro, i familiari. In questo modo é facile dedurre conflitti e blocchi che possano arrivare come eredità nel presente.

Una volta analizzato un albero genealogico e compresa la sua struttura, si giunge all’albero organico: cioè le conseguenze che l’albero genealogico lascia nella nostra personalità e nel nostro corpo, che si manifestano attraverso i gesti, le espressioni, le posture, le attitudini, la respirazione ecc..

Il progetto parentale esiste, i genitori hanno un progetto su di noi al quale si cerca di obbedire metaforicamente. E’ assolutamente reale per l’inconscio e comincia già nella primissima infanzia. Il cervello possiede differenti realtà e una realtà immaginaria, per il cervello, è assolutamente reale quanto quella oggettiva. Se una donna nasce quando in realtà desideravano nascesse un maschio, finisce in genere a comportarsi da uomo, allo stesso tempo è molto probabile si crei un corpo metaforico da maschio.

Ogni frase che ci viene detta, ogni dettaglio manifestato in maniera non verbale, costituisce l’essenza del progetto parentale. Se ci identificano con una nonna, uno zio o con la pecora nera della famiglia, implica che ci si comporti comunque come tali sebbene la nostra realtà sia completamente differente.

Tutte le parole e attitudini che i genitori hanno riversato su di noi, sono assorbite dall’inconscio come delle verità alle quali obbedisce. L’inconscio vuole obbedire e realizzarle. Per un bambino i propri genitori sono il referente massimo e tutto ciò che essi faranno o diranno influirà direttamente su di lui. Egli si identifica e costruisce la sua identità e coscienza attraverso ciò che apprende dai suoi genitori.

Un bambino impara a essere se stesso attraverso l’imitazione, prima imita e poi obbedisce. Un bimbo assorbe dettagli come il nome, le abitudini e i pesi che fanno parte dell’albero. Questo costituisce una forma di aggressione inconscia dei nostri genitori che finisce con il tradursi metaforicamente nel cervello creando un’architettura emozionale, sessuale, corporale e intellettuale. Pone le basi della nostra cultura psicoaffettiva.

Nell’albero bisogna prendere nota di ciò che ci dissero durante l’infanzia, perché spesso è attraverso queste frasi che si creano le confusioni, i traumi e i disturbi. Da adulti poi, si tende a riprodurre sugli altri o su noi stessi, gli abusi sofferti durante l’infanzia.

Se ieri fummo torturati, oggi non cessiamo di torturarci trasformandoci nel nostro proprio aguzzino. Non esistono unicamente abusi di carattere sessuale, durante l’infanzia siamo soggetti ad abusi intellettuali, ad esempio, quando ci inducono idee folli, pregiudizi perversi, razzismi ecc.

Allo stesso modo si soffrono abusi emozionali, quando ci privano dell’amore, quando c’é disprezzo, sarcasmo e aggressione verbale. Esistono poi gli abusi materiali per mancanza di spazio, per continui cambiamenti del territorio, abbandono nel modo di vestire o errori alimentari.

Non bisogna dimenticare gli abusi dell’essere, quelli per i quali non ci diedero la possibilità di sviluppare la nostra vera personalità. I nostri genitori ci creano un destino in funzione della storia familiare senza vedere chi realmente siamo. Ci resero specchi di loro stessi oppure avrebbero voluto fossimo altro, ad esempio una donna al posto che un uomo e viceversa.

Non ci lasciarono vedere ciò che avremmo voluto, non ci lasciarono ascoltare determinate cose, non ci fu permesso esprimerci, ci diedero un’educazione che consisteva principalmente in porre limiti. In forma inconscia ci viene proibito realizzarci in modo che noi stessi ci trasformiamo nella causa dei nostri fallimenti.

L’inconscio obbedisce a un linguaggio metaforico e non distingue il mondo interiore dove vive, dal mondo esterno dove si proietta; attraverso gli atti psicomagici e le operazioni metaforiche sul corpo fisico, sarà possibile liberare l’inconscio della persona dai propri blocchi e traumi ereditati in genere, dalla storia familiare.

Lavorando sull’albero in modo organico si insegna all’inconscio a slegarsi dalle programmazioni, permettendogli superare l’identificazione con i personaggi dell’albero e liberarci dalle situazioni alle quali ci sottomette.

Per realizzare ciò si utilizzano atti metaforici capaci di risuonare nell’inconscio del consultante, liberandolo dai propri blocchi e facendo mutare la sua realtà verso una condizione più autentica.










25 novembre 2007

La verità sa di ciliegia

Qualche tempo fa un amico mi ha raccontato una storiella su Gurdijeff. Al momento pensai di averla immediatamente compresa. Ora, mi torna in mente e assume un significato più profondo, non diverso da quello che originariamente avevo colto per mera intuizione, ma semplicemente più intenso e legato alla mia vita, al mio karma, al mio modo di agire e sentire nel mondo.

Una anziana ereditiera, ricca e annoiata, cercava qualcuno che le spiegasse il significato di “verità”. Essendo sola al mondo, decise che avrebbe dato tutti i suoi averi a quel Maestro che le avrebbe insegnato cos’è e dove sta la verità. Giuntale voce di un certo Gurdijeff, decise di andare ad incontrarlo. La donna era molto colta, intellettualmente molto preparata. Dopo poche parole con il Maestro di danza, andò dritta al nocciolo della questione.

“Maestro, tu mi puoi spiegare cos’è la Verità?” – gli chiese speranzosa.

Gurdijeff si lisciò i baffoni da condottiero persiano e parlò.

“Una sera ero in macchina con il mio autista. Sul ciglio della strada vidi una prostituta. Era giovane, molto bella. Dissi all’autista di fermarsi e le chiesi di salire. Lei accettò, convinta che fossi un buon cliente. Appena seduta accanto a me, le dissi che non volevo andare a letto con lei, ma avrei apprezzato la sua compagnia per cena. Essendo un extraterrestre con sembianze umane mi sentivo molto solo e la sua presenza mi avrebbe confortato. Lei mi guardò come si guarda dapprima un pazzo, poi disse che aveva fame e mi avrebbe fatto volentieri compagnia. Mi chiese, inoltre, da quale pianeta venissi. Le risposi con il nome del mio pianeta e le descrissi come vivevo quando ero lì con tutti i miei cari e come fosse difficile la mia missione sulla terra, perché avevo nostalgia di casa. Le spiegai che ero costretto ad una vita di finzione e a mangiare sempre nello stesso ristorante, dove anche il proprietario era un extraterrestre e dunque poteva cucinare pietanze apparentemente umane ma in realtà aliene. Non potevo, infatti, mangiare i cibi degli uomini, dal momento che la mia essenza non me lo avrebbe permesso e ne sarei rimasto ucciso. La giovane e bellissima prostituta mi ascoltava rapita. Ora non mi guardava più come fossi un pazzo, ma – incuriosita – faceva domande su domande sulla mia missione e le abitudini degli abitanti del mio lontano pianeta che si trovava in un altro sistema solare. A tutte le domande risposi sinceramente. Descrivendo come venivano educati i nostri figli, come era possibile comunicare con la mente senza parlare e tante altre cose. Arrivati al ristorante ci sedemmo in un tavolo per due con una bellissima candela. Lei era affascinata da me. Sentivo e sapevo che mi si sarebbe concessa per quella notte anche senza pagare. Mi parlava sottovoce del mio pianeta, per non far sentire agli altri astanti la natura segreta dei nostri discorsi. Arrivato il cameriere ordinai una bistecca al sangue. Poi, le confidai un segreto. Ossia che quella bistecca che mi avrebbero portato non aveva il sapore di una bistecca di manzo, ma un altro sapore particolare, che non le potevo spiegare perché lei non ne aveva avuto esperienza. Lei mi chiese di assaggiare la mia pietanza e le dissi di sì, a patto che fosse sincera e mi dicesse davvero che sapore aveva quella bistecca. Ne prese un pezzo succulento. Lo mise in bocca. Chiuse gli occhi e lo assaporò lentamente. Poi riaprì gli occhi sconcertata e sorridente. “Oh mio dio – disse – ma lei è sul serio un alieno perché questa sul serio non è una bistecca”. Io la guardai dicendole di abbassare la voce perché non potevo rischiare di essere scoperto proprio allora che la mia missione stava volgendo al termine e presto sarei finalmente tornato sul mio adorato pianeta. “Allora, che sapore ha quella bistecca, mia cara?” Le chiesi. “E’ incredibile – rispose lei eccitata – non sa di carne, affatto. Ha, infatti, il sapore di una ciliegia”. Mia cara signora, se lei mi chiede cosa è la verità, io le rispondo che ha il sapore di una ciliegia”.

L’anziana ereditiera si sentì presa in giro. Si alzò e arrabbiata andò via. Pensò: “mai e poi mai darò tutti i miei averi a questo ciarlatano!”.
Dopo qualche mese tornò a Gurdijeff e gli mise a disposizione tutti i suoi beni, divenendo una delle sue allieve più fedeli.


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permalink | inviato da akiko il 25/11/2007 alle 14:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

2 novembre 2007

2 novembre

Ricordo che mia madre e mio padre litigavano quasi mai, ma quando lo facevano la tensione si tagliava con il coltello. E’ naturale, quando si trovano uno di fronte all’altra una donna decisamente permalosa (dalla quale ho preso questo tratto caratteriale, spartendolo al 50% con mia sorella) ed un uomo dolce ma decisamente testardo come mio padre (e anche questo tratto, la testardaggine, l’ho assorbita a metà con Lucia). Quando litigavano capitava che eravamo tutti a tavola. Mia madre riempiva i piatti con la faccia nera e non lasciava uscire dalla bocca un monosillabo. Era la sua punizione per tutti noi e, come se non bastasse, quello della famiglia che l’aveva fatta incazzare veniva servito per ultimo. Quando accadeva che si trattasse di mio padre lui le porgeva il piatto e poi diceva: “gr-gr-gr-grazie. C-c-c-c-ci voleva propr-propr-proprio. Stasera ho una fa-fa-fa-fame ch-ch-ch-ch-ch-che manco immagini”. Allora mia madre cominciava a ridere. Provava prima a frenarsi e faceva di tutto per mantenere la faccia seria, ma poi si copriva la bocca come le donne giapponesi e prendeva a ridere senza soluzione di continuità, nonostante volesse fingere di essere ancora arrabbiata. Da quel momento in poi a tavola si ricominciava a parlare. Mio padre le faceva l’imitazione di Gassman, il pugile balbuziente dei Soliti ignoti e facevano subito la pace. Poi dici, come mai ti piace tanto il cinema! Era bravissimo nel farla. Sono 18 anni che non lo sento più tartagliare in quel modo, ma in compenso, si è scelto un suo collaboratore, Walter, solo sulla base delle capacità imitatorie. Quando mio padre è arrabbiato, chiama Walter e lui gli risponde come Gassman. Allora mio padre si distende, comincia a ridere e passa tutto.

Oggi, per una strana casualità, mi chiama Walter, di passaggio vicino al mio ufficio. Scendo per un caffè con lui e mi viene in mente la storia del tartagliamento. Dopo sento mio padre al telefono.

Papo, oggi ho visto Walter

Ah, e come sta? Io è tanto che non lo vedo quel mentecatto!

Bene, sta una favola…ma quant’è che non fai più Gassman dei Soliti ignoti?

Tanto

E’ vero, ci pensavo oggi, eri bravissimo!

Era una cazzata – pausa - lo facevo solo per far ridere tua madre – pausa - da tanto tempo non ce ne è più bisogno”.

Lo dice con una tristezza infinita, come passi nel buio e mani che cercano di riconoscere una stanza allungandosi verso pareti invisibili.

Ma come! Non vuoi più far ridere le tue donne?

Fa una lunga pausa, che non si capisce se è caduta la linea o si è addormentato davanti ad History Channel!

No, vedi, è che……….ch-ch-ch-ch-ch sarò pure un po’ arr-arr-arr-arr-arr-arrugginito aò? Dopo tu-tu-tu-tu-tutti ‘sti anni, no?

Rido senza coprirmi le labbra. Rido di gusto, tanto. E ride anche lui, per la prima volta dopo così tanto tempo. Di nuovo. E oggi è il 2 di novembre e la notizia è che siamo ancora vivi. 




permalink | inviato da akiko il 2/11/2007 alle 18:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

24 ottobre 2007

Dialoghi al volo...

Esterno università. Solito baretto, solito caffè e latte macchiato. Seduti io e Luciano di prima mattina. Un'immagine penosa di due che solitamente hanno bisogno di arrivare a mezzogiorno prima di riuscire ad articolare una frase di senso compiuto.
Luciano rompe improvvisamente il silenzio in cui affogano i caffè e il fumo delle sigarette.

Luciano - Certo che il Cristianesimo è davvero il grande mistero della storia, ci pensi? Ma come hanno fatto ad avere tutto questo successo? E' incredibile...

Akiko - Senti, mi hanno fatto un'offerta di lavoro fantastica...non so cosa fare, cosa scegliere. Sono disperata.

Luciano - Ah, il dilemma della scelta crea sempre più di un problema...

Akiko - Tu che mi consigli?

Luciano - Ascolta (pausa mentre sorseggia il suo latte macchiato). Consigli non te ne do. Ti conosco da tanto tempo e molto a fondo...so benissimo che riesci a sbagliarti da sola, senza bisogno di alcun aiuto!

Akiko - (dopo aver spento la sua sigaretta e sorseggiato il caffè, guardandolo fisso negli occhi) Hai ragione! Il Cristianesimo è il grande mistero della nostra storia...davvero incredibile.

Luciano - Pensa che Dobson ha scoperto che ...(e qui continua su piani che certamente annoierebbero qualsiasi comune lettore....)

Senza Luciano non potrei vivere!




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28 settembre 2007

Con i monaci e con i Birmani. FORZA!




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17 settembre 2007

sono quel che sono...sto dove sto

 

"De mi pensamiento no queda más que el perfume
porque las palabras antes que música fueron aroma
y de mis pasos el ritmo bruto de la ausencia de esquema.
Soy lo que soy, amo como amo, deseo lo que deseo, estoy donde estoy.
Centrado en la fuente de la vida soy aquel que nunca duerme
como una llama de oro en un vaso de cristal sin fin"
 
   Alejandro Jodorowsky




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14 settembre 2007

torno e che trovo?

il papa: "lo stato vegetativo è vita".

MINKIA! Vuoi vedere che è immorale potare le piante adesso!




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6 agosto 2007

che poi....

...che poi sono ancora al lavoro...nonostante cresca la febbre della partenza....che poi ieri mi sono spalmata sulla spiaggia con Laura e abbiamo parlato e gossippato senza soluzione di continuità fino a sera...che poi è bello vedere che gli amici più cari hanno capito il senso profondo del viaggio che vado a fare, il nucleo mistico, intenso, che mi porterà a tornare sicuramente modificata nelle mie parti più intime....essì, l'hanno proprio capito, tanto che si sono affrettati a subissarmi di domande curiose....stile:

1 - "Oddio! Ma come farai senza tinta per un mese? " - questa è Laura

2 - "Ma te lo porti l''iPod? Io senza il mio non mi muoverei di casa!" - e questo è Stefano

3 - "Quanti etero ci saranno nel gruppo? e sai quanti single?" - questo è Juan, che si sente un po' statistico in questo periodo.

Che poi io lo so che sono tutti un po' preoccupati e l'ho notato dall'abbraccio che mi ha dato Laura quando l'ho lasciata sotto casa ieri...sembrava non mi volesse fare andare via. E oggi pomeriggio sarò da mia sorella per un bagno di praticità; lo zaino, il sacco a pelo, il telo da viaggio, le creme anti-mosquitos. Lucia non tocca minimamente la sfera spirituale di questa partenza, ne ha una sacra paura o un sacro rispetto. Vorrebbe chiedere ma dalla bocca le escono solo cose tipo: "ti devi portare dei pantaloni lunghi con le tasche e scarpe chiuse per la jungla". Lei conosce bene quei posti, ci è vissuta per mesi. Mi fido, sorrido e sto zitta. Per una volta faccio io la sorella minore.

Che poi, Emanuela oggi ha fatto l'amniocentesi....e i tarocchi dicono che è femmina...e lo è....E' FEMMINA!!!! Giulia, Sara, Flaminia, Anna, Benedetta....ancora non hai un nome e i tuoi genitori si stanno già scannando per decidere, in un confronto all'ultimo sangue....ma io non ho bisogno del nome, non ancora, tu già sei, splendida donna che torni con il numero XI, La Forza. Già sei una donna tenace, istintiva, capace di squadernare la realtà profonda e non solo apparente con i tuoi gesti, le tue parole e le tue emozioni. E' già un privilegio conoscerti, benvenuta, femmina!




permalink | inviato da akiko il 6/8/2007 alle 10:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

27 luglio 2007

Simpsonizziamoci tutti!

Cambio ancora immagine. In onore dell'uscita del film dei miiiiiiitici Simpsons è decisamente trendy simpsonizzarsi! Non demordete se non vi caricano la foto subito....qui in redazione ci proviamo tutti da stamattina...vi stupirete della gialla somiglianza! Cliccate qui e...simpsonizzatevi anche voi!




permalink | inviato da akiko il 27/7/2007 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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